IMPLANTOLOGIA E CHIRURGIA

Gli impianti dentali rappresentano una valida soluzione alla mancanza delle radici dei denti persi. I vantaggi della soluzione implantare sono numerosi:

  • hanno l’aspetto e la funzione di un dente naturale
  • non vengono compromessi i denti adiacenti
  • conservanol’osso sostituendo la radice persa
  • consentono un’agevole igiene quotidiana

Con essi è possibile sostituire dal singolo dente all’arcata completa, anche in un solo giorno: con l’innovativa tecnica chirurgica del carico immediato, se le condizioni cliniche lo consentono, i tempi di trattamento per il paziente si riducono notevolmente.

La chirurgia odontoiatrica si occupa anche di:

  • Estrazione dei denti
  • Asportazione di cisti dentarie
  • Rialzo del seno mascellare
  • Rigenerazione ossea
  • Innesto osseo
  • Frenulectomia
  • Apicectomia 

 

 

CHIRURGIA MUCO GENGIVALE

Lo studio del Dr. Remotti di Novi Ligure, effettua la chirurgia estetica mucogengivale e si dedica al trattamento di alterazioni estetiche mucogengivali, collegate a recessioni gengivali (spesso associate ad abrasioni e/o carie radicolari) o agli effetti dell’eruzione passiva alterata.

Le recessioni gengivali, quindi, portano a un’esposizione di superfici dentali e radicolari sempre maggiori a seguito del progredire delle lesioni. Le conseguenze di tali recessioni modificano la salute del parodonto, ovvero dell’apparato di attacco del dente, oltre a esporre il tessuto radicolare all’ambiente orale rendendolo più facilmente soggetto a usura da spazzolamento e/o lesioni cariose. Purtroppo si tratta di una patologia abbastanza comune e ingravescente, in quanto la sua incidenza cresce con l’aumentare dell’età.

Gli obiettivi della chirurgia estetica mucogengivale sono l’incremento di volume ed altezza gengivale intorno a denti naturali, elementi protesici o impianti.

 

Il lembo a scorrimento coronale

La tecnica chirurgica dallo studio del Dr. Remotti, prevede due incisioni orizzontali e due verticali, atte a disegnare un lembo di forma trapezoidale, da “muovere” in direzione coronale.

È fondamentale che si susseguano tre spessori, da cui la definizione di “split-full-split”: l’idea originale è infatti quella della modulazione dello spessore finalizzata a rendere il lembo stabile, al fine di consentire la massima potenzialità rigenerativa.
L’incisione del lembo inizia a metà spessore (split), per andare ad includere poi apicalmente il periostio (full), garanzia di stabilità tissutale per la porzione che dovrà coprire la radice, e tornare poi a spessore parziale (split) per distaccare i tessuti del lembo dal periostio, mirando a staccare le inserzioni muscolari dalla mucosa.
Le papille chirurgiche saranno rivolte verso il centro di rotazione del lembo (il canino o, per il gruppo frontale, la zona interincisiva); preparato il letto vascolare, si sposta il lembo coronalmente e lo si stabilizza mediante sutura.

La stabilizzazione coronale ottimale del lembo permette di creare una situazione nella quale non soltanto è cambiata la morfologia esteriore con la copertura della radice, ma è stata ripristinata la dimensione di gengiva aderente perduta e l’intero ritmo tissutale che caratterizzava il sorriso del paziente prima della lesione.

 

L’innesto connettivale

Dall’esperienza ed un’attenta valutazione prolungata negli anni ha mostrato come, con il passare del tempo, aumenti la quantità di tessuto cheratinizzato. Nel caso in cui il tessuto cheratinizzato lateralmente o apicalmente al difetto non sia di dimensioni adeguate, devono tuttavia essere utilizzate tecniche chirurgiche che prevedono l’utilizzo di un innesto libero o di una tecnica bilaminare. L’innesto connettivale consiste in un prelievo di tessuto connettivo da una zona donatrice, applicato su un letto ricevente opportunamente preparato.

I diversi contesti anatomici dai quali è possibile prelevare l’innesto includono:

  • la fibromucosa del palato
  • la zona dei tuber
  • gli spessori connettivali delle selle edentule

Il palato rappresenta la sede ideale, poiché offre una superficie sufficientemente estesa per effettuare il prelievo, non presenta interferenze dirette, e garantisce spessori di connettivo ideali per l’area da trattare.
Il fattore principale da considerare nell’approccio al prelievo di innesto connettivale (CTG) consiste nell’individuazione (tramite palpazione) del decorso dell’arteria palatina maggiore o arteria palatina discendente, con l’obiettivo di estendere il nostro prelievo entro confini sicuri e predicibili.

Altro fattore importante è la corretta valutazione dello spessore, identificabile attraverso l’uso di un ago da anestesia provvisto di uno stop in silicone.
Tendenzialmente la porzione connettivale distale ai premolari presenta una minima quota di tessuto adiposo e/o ghiandolare, risultando la zona (compresa tra primo e secondo molare) di prima scelta per un possibile prelievo di connettivo.